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MOLTRASIO

Moltrasio è un paese affacciato sul lago di Como, confina con Cernobbio, Carate Urio, la Svizzera e, per un breve tratto a nord, Schignano. A nordovest confina con la Svizzera. Il territorio del comune occupa 8,86 kmq. L'altitudine va da 200 a 1253 metri sul livello del mare. Il centro del paese (Borgo) si trova a 247 metri sopra il livello del mare.
Al termine del 2006, contava 1776 abitanti. Qualche decennio fa aveva superato i 2000 abitanti (nel censimento del 1961 erano 2202).
Un'ascia di rame databile intorno al 2500-2000 a.C. dimostra la presenza umana già in quei lontani tempi. Fu trovata in uno strato di argilla nel 1895 durante i lavori di ampliamento del cimitero. In quell'occasione furono portati alla luce anche un pavimento romano a mosaico e alcune monete romane.
Nel 1910, nella frazione di Vergonzano, furono trovate due tombe gallo-romane nelle quali si rinvennero, oltre agli scheletri, coltelli di ferro e braccialetti di bronzo.
Il primo documento conosciuto che presenta il paese come un comune risale al 1058. Le adunanze degli abitanti (almeno dal XIII secolo) si tenevano sotto il "coperto" davanti alla chiesa di San Martino. Nel 1292 Moltrasio ebbe il titolo di borgo. Nel 1405 Giovanni Maria Visconti concesse ai moltrasini la cittadinanza comasca e con essa alcuni privilegi.
Nel 1522 Torno, schierata con Francesi e Svizzeri, fu saccheggiata dai soldati spagnoli e ducali. I Tornaschi, a loro volta, attaccarono e saccheggiarono Moltrasio, schierata con i loro nemici.
Il paese fu colpito dalla peste del 1630. La tradizione racconta che diversi moltrasini lasciarono le loro case per rifugiarsi all'Alpe del Segrèe, ma non sfuggirono alla morte. Per timore del contagio furono dati alle fiamme anche i registri parrocchiali. Nel 1578 il paese contava 550 abitanti. Dopo la peste, nel 1632 la popolazione era di sole 177 persone. Diventeranno 426 nel 1671 e 502 nel 1758.
Durante l'epidemia di colera del 1854, i malati vennero ricoverati nella chiesa di Sant'Agata, trasformata in lazzaretto.
La pietra di Moltrasio era un tempo largamente utilizzata in zona. Oggi l'attività di estrazione è abbandonata.
In passato erano attivi alcuni mulini.
Da una cava di Moltrasio, alla fine del XIX o all'inizio del XX secolo, il cavapietre estrasse ciò che ritenne essere il fossile della bocca di un pesce. La pietra con i resti fossili fu messa sul muro della sua casa. Nel 2007 il fossile, che misura una ventina di centimetri, è stato notato da Valerio Peverelli e identificato come i resti di mandibola e mascella, con denti, di un ittiosauro del Lias (giurassico inferiore, circa 200 milioni di anni fa).
Tra i personaggi celebri che hanno soggiornato a Moltrasio vanno ricordati il compositore Vincenzo Bellini, il poeta Clemente Rebora, il compositore Virgilio Ranzato e lo scrittore Delio Tessa.
A Moltrasio si lega la leggenda della Ghita, una buona e bella ragazza del paese che, dopo aver invocato la Madonna, si salva da un malintenzionato che precipita nel lago.

La parrocchia
La presenza di un sacerdote a Moltrasio è indicata già da una pergamena del 1214 che nomina "Adamo, sacerdote di S. Martino in Moltrasio".
La chiesa parrocchiale è dedicata a San Martino. Lavori all'edificio furono compiuti durante l'età moderna e nel 1935 la chiesa fu allungata. Tra le opere d'arte presenti nella chiesa si segnalano un polittico di Alvise de Donati (inizio XVI secolo), una pala di Giovan Mauro della Rovere, i due affreschi di Giovanni Paolo e Giovan Battista Recchi nel presbiterio (1647). Da notare anche gli stucchi del moltrasino Giuseppe Bianchi, che lavorò anche nel Duomo di Como.
Oggetto di viva devozione è la reliquia della Sacra Spina, donata alla chiesa parrocchiale nel 1721.
Il parroco attuale è don Bartolomeo Franzi.
Oltre alla parrocchiale, sono presenti in paese le chiese di Sant'Agata e di San Rocco.
La costruzione di Sant'Agata, dichiarata monumento nazionale, è datata all'XI secolo. Notevoli sono gli affreschi, alcuni dei quali recentemente riscoperti sotto uno strato di intonaco durante lavori di restauro.
San Rocco è attribuita al XV secolo. La chiesetta, ridotta in cattivo stato, fu restaurata nel 1926.
Nella frazione di Tosnacco c'è la chiesa della Regina Pacis, costruita tra il 1945 ed il 1946.
In passato c'era anche, non molto distante dalla chiesa parrocchiale, una cappella dedicata a Santa Maria.
Dopo la fine della prima guerra mondiale, la signora Enrica Crippa fece edificare nel giardino della sua abitazione (Villa Parva) una cappella esagonale dedicata alla Madonna del Sacro Cuore, tuttora esistente.

La biblioteca
Negli anni Venti era presente in paese una biblioteca popolare. Nel marzo del 1923 se ne annunciava la riapertura dopo un periodo di inattività. La biblioteca "riordinata, accresciuta di oltre cento volumi" sarebbe stata aperta la seconda e la quarta domenica del mese dalle 11 alle 12.
La biblioteca comunale di Moltrasio è nata nel 1975. Dal settembre del 2001 il bibliotecario è Giorgio Castiglioni. In precedenza, per alcuni mesi nel 2001, era stato dato un incarico a Maria Laura Noseda, bibliotecaria di Casnate con Bernate. Fino al 2001 la biblioteca era stata tenuta aperta grazie all'impegno dei volontari che è comunque proseguito e continua tuttora.
Dal settembre 2005 la biblioteca ha sede nella ex "Casa operaia", appositamente ristrutturata.
Orari e recapiti

 

Bibliografia
* Pietro Buzzetti, Regesto per documenti di Moltrasio, Como : Tipografia cooperativa Comense, 1904.
* Pietro Buzzetti, La Santa Spina di Moltrasio, Como : Casa Divina Provvidenza, 1921.
* Biblioteca popolare, in "L'Ordine", 8 marzo 1923, p.3.
* Francesco Montini, Moltrasio, Como : Corti, 1932.
* Gianfranco Lingeri, Moltrasio : immagini e documenti, a cura dell'associazione Pro Moltrasio, Como : Nani, 1987.
* C'era una volta a Moltrasio..., Moltrasio : Scuola elementare, 1989-1990.
* Giovanna Virgilio, voce "Moltrasio" in Andrea Spiriti, Maria Cristina Terzaghi, Giovanna Virgilio, Da Cernobbio alla Valle Intelvi, Como : Nodo libri, 1997, pp.123-129.
* Bruno Fasola, Sacro e devoto : le immagini sacre nel territorio di Moltrasio, Moltrasio : Comune di Moltrasio, 1999.
* Agata Turchetti, Testamento di ser Giacomolo Marinoni, in "Il ponte", n.3, settembre 2003, pp.4-6.
* Via per via : per una storia delle vie e dei percorsi del territorio del comune di Moltrasio, Moltrasio : Comune di Moltrasio, 2004.
* Andrea Balzarini - Alberto Zerboni, La pietra di Moltrasio, in L'estrazione di materiali lapidei in provincia di Como, Como : Provincia di Como, 2005, pp.5-19.
* Gruppo Anziani di Moltrasio, C'è una volta : appunti di vita : Moltrasio vista dai suoi anziani, Como : Nodo libri, 2006.
* Valerio Peverelli, Un ittiosauride a Moltrasio, in "Il Ponte", marzo 2007, p.3.

 

Pagina a cura di Giorgio Castiglioni
in rete dal maggio 2007
ultimo aggornamento: agosto 2007